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Comune di Castelnovo di Sotto

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Comune di Castelnovo di Sotto - Testata per la stampa
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GIORNATA DELLA MEMORIA, CONSEGNATE LE MEDAGLIE DELLA LIBERAZIONE

La serata si è aperta con i saluti del sindaco Maurizio Bottazzi che ha sottolineato l'importanza, al giorno d'oggi, di non restare indifferenti: "E' anche a causa dell'indifferenza - ha spiegato il primo cittadino, ispirandosi a una famosa citazione di Bertolt Brecht - che settant'anni fa sono accadute certe cose. La società si sta purtroppo abituando all'odio e all'intolleranza e questo deve portarci a riflettere, per non ricreare quegli stessi presupposti che portarono allo sterminio di milioni di persone".
A seguire, il saluto del presidente provinciale dell'Anpi Ermete Fiaccadori (presente insieme al vice Giovanni Rossini e al presidente dell'Anpi locale Fabio Montanari), che ha spiegato le motivazioni che sottendono all'istituzione della Giornata della Memoria e le ragioni che hanno portato il Ministero della Difesa a insignire con la Medaglia della Liberazione alcuni cittadini i quali, nel corso della Seconda guerra mondiale, "non esitarono a sacrificarsi per affermare i principi di libertà e indipendenza sui quali si fondano la Repubblica e la Costituzione".

Sono così stati premiati i familiari di Sergio Rabitti e Corinto Manghi(unici ancora viventi tra i destinatari del riconoscimento), di Giovanni Donelli, Rino Pivetti, Amos Bedogni, Abdon Caffarri ed Efrem Bassi. "L'Amministrazione comunale - ha aggiunto il sindaco Bottazzi - vuole ringraziare questi cittadini la cui viva testimonianza ha incrociato l'arco del proprio mandato, dal 2013 a oggi. Questa cerimonia intende simbolicamente abbracciare i 121 partigiani, i 66 combattenti, i 69 internati militari, i 110 deportati e tutti i castelnovesi che allora sposarono gli ideali di libertà e giustizia".

A seguire, Maurizio Puccinelli e Rossella Piccoli della compagnia"Primo Studio" hanno presentato, in un'atmosfera completamente buia, molto toccante e suggestiva, "L'inferno", tratto da "L'inferno di Treblinka" di Vasilij Grossman, corrispondente di guerra dell'Armata Rossa. La storia del centro di sterminio "N°2" (già un altro era presente nella medesima località), è uno degli eventi più tragici e atroci e allo stesso tempo oscurati dell'Olocausto. Secondo alcune stime, in solo sedici mesi tra il 1941 e il 1942, nel campo furono uccise dai 700mila ai 900mila internati. Al termine, l'assemblea si è sciolta nel totale silenzio.